L’Italia che reagisce alla crisi economica propone qualità ed efficienza a partire dall’enorme patrimonio culturale e materiale a sua disposizione.

Una nuova Italia che recupera, lavora e trasforma ha la necessità di utilizzare le migliori risorse professionali del Paese. Questo spazio serve a diffondere le nostre iniziative migliori che sviluppiamo ogni giorno con passione, dedizione e perseveranza.

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La certificazione sulla sostenibilità energetico ambientale dei nuovi insediamenti edilizi è un tema che ha visto negli ultimi anni uno sviluppo interessante di attività, nel solco delle procedure migliori per l’adozione di validi sistemi di qualità.

Oggi è un tema particolarmente caldo, in quanto la crisi del mercato immobiliare pone gli operatori di fronte alla scelta di operare solo sul lato dei costi di produzione, oppure di integrare questa attenzione gestionale con sistemi di ottimizzazione degli investimenti attenti nel valorizzare aspetti energetico ambientali utili anche a diventare potenti strumenti di vendita.

E’ infatti noto che l’attenzione del potenziale cliente è sempre più orientata alla classificazione energetica degli edifici e che però tale questione deve trovare ancora un suo corretto equilibrio nel dimensionamento dell’offerta in rapporto alle disponibilità del cliente a spendere in efficienza. Vi sono poi altri aspetti qualitativi del prodotto immobiliare, sui quali l’attenzione del cliente può orientarsi, questioni che diventano anche per l’operatore un’opportunità di ottimizzazione dei costi, secondo la logica che la qualità del processo determina anche dei vantaggi dal punto di vista gestionale e dunque vantaggi economico finanziari.

Area Gestionale

La qualificazione del sistema di manutenzione – stato di fatto e prospettive

I recenti fatti di cronaca evidenziano sempre più come le manutenzioni costituiscano un valore nelle aspettative di chi utilizza infrastrutture e beni immobiliari. La consapevolezza e la verifica periodica di questo valore rientrano nella catena di responsabilità che le organizzazioni proprietarie, concessionarie e/o di gestione, hanno preposto a garantire la qualità e la durevolezza di questi beni strumentali. E’ dunque questa la ragione per cui vi è una importate evoluzione dei sistemi di gestione delle manutenzioni, a partire dalla Norma UNI 11414 “Manutenzione – Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione” e della Norma UNI 11420 “Manutenzione – Qualifica del personale di manutenzione”. Completa il quadro la Norma UNI 15341 che fornisce gli indicatori utili a misurare le prestazioni dei sistemi di gestione delle manutenzioni. Tali indicatori riguardano aspetti economici, aspetti tecnici e aspetti organizzativi.
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Attualità

Con Flat Tax e senza equo compenso gli studi professionali organizzati diventano carne da macello?

Man jump through the gap. Element of design.


Si potrebbe salutare con gioia la flat tax per le partite IVA al 15% fino a 65 mila euro di fatturato. La questione deve però essere analizzata in un contesto di impoverimento generale delle professioni intellettuali, di una concorrenza spietata dove vi è un forte squilibrio tra la domanda e l’offerta e dove competenze e qualità del servizio incidono in modo sempre più marginale nelle scelte del mercato.
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Edilizia Sostenibilità ITACA

Il complesso miglioramento sismico di un’opera particolare degli anni ’70

L’architettura
La Scuola Don Milani di Opera è stata progettata dall’Arch. Guido Canella e dal suo collega di studio Arch. Michele Achilli. La realizzazione è avvenuta nel 1972.

E’ noto, da varie pubblicazioni e atti di convegni, che l’Arch. Canella, insieme al collega di studio Arch. Michele Achilli, fin dal periodo degli anni sessanta del secolo scorso “è stato promotore di una visione originale dell’architettura, dichiaratamente programmatica, in cui ricerca tipologica ed elaborazione formale hanno teso alla conquista di nuovi comportamenti collettivi”.

Degli stessi anni è l’avvio di momenti di ricerca in ambito universitario, inizialmente sulla natura tipologica dell’architettura e sulle principali funzioni di vita associata, e successivamente sui caratteri originali dell’architettura milanese e del paesaggio lombardo.

Il suo lavoro di architetto, svolto costantemente in parallelo all’attività universitaria, testimonia una ostinata volontà di forma che pur facendosi veicolo di implicazioni morali e civili della ricerca architettonica, nel tempo hanno dimostrato limiti di flessibilità funzionale e, nelle scelte dei materiali da costruzioni, limiti di durevolezza e di effettiva manutenibilità.
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Attualità

Regione Lombardia apripista nella rigenerazione urbana

La delibera n. 11/207 di Regione Lombardia “Misure di semplificazione e incentivazione per il recupero del patrimonio edilizio (art. 4, comma 2. L.R. 31/2014)” ha l’obiettivo di rendere più conveniente e facile il recupero di aree dismesse e la ristrutturazione e il recupero di vecchi edifici, piuttosto che costruire ex novo. “Siamo la regione apripista a livello nazionale nella rigenerazione urbana, grazie a misure che configurano per la prima volta una strategia unitaria e integrata di indirizzo”, aggiunge l’assessore Foroni. In particolare la delibera approvata oggi prevede un sistema di rilevamento e monitoraggio delle cosiddette “aree della rigenerazione“, cioè le “aree dismesse, da bonificare, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate“, mettendo a disposizione dei Comuni anche un sistema online per la raccolta delle informazioni e per il loro continuo aggiornamento. Informazioni che serviranno anche ai Comuni stessi per predisporre le Carte del consumo di suolo de Piani generali territoriali (PGT).
Maggiori informazioni su http://www.ingegneri.info/news/ambiente-e-territorio/ambiente-la-lombardia-verso-lazzeramento-del-consumo-di-suolo/?utm_campaign=Ingegneri-Newsletter&utm_medium=email&utm_source=newsletter

Edilizia Sostenibilità ITACA

L’invarianza idraulica e idrologica in Regione Lombardia

Regolamento regione Lombardia 23 novembre 2017 – n. 7 Regolamento recante criteri e metodi per il rispetto del
principio dell’invarianza idraulica ed idrologica

Il regolamento rappresenta un nuovo strumento operativo con regole chiare e con formule e criteri facilmente applicabili nei numeri, anche se le conseguenze operative per chi deve attuare un progetto di trasformazione in ambito urbanistico sono impegnative e molte volte onerose. Tuttavia, al moltiplicarsi degli eventi calamitosi, appare ragionevole contrapporre delle regole prudenziali al fine di tutelare cose e persone.
Al fine di perseguire l’invarianza idraulica e idrologica delle trasformazioni d’uso del suolo e di conseguire, tramite la separazione e gestione locale delle acque meteoriche a monte dei ricettori, la riduzione quantitativa dei deflussi, il progressivo riequilibrio del regime idrologico e idraulico e la conseguente attenuazione del rischio idraulico, nonché la riduzione dell’impatto inquinante sui corpi idrici ricettori tramite la separazione e la gestione locale delle acque meteoriche non esposte ad emissioni e scarichi inquinanti, il presente regolamento definisce, in attuazione dell’articolo 58 bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), criteri e metodi per il rispetto del principio dell’invarianza idraulica e idrologica e, in particolare, disciplina l’applicazione dei principi di invarianza idraulica e idrologica agli interventi di cui all’articolo 58 bis, comma 2, della l.r. 12/2005, con le specificità di cui all’articolo 3, nonché i criteri e i metodi per la disciplina, nei regolamenti edilizi, delle modalità per il conseguimento dell’invarianza idraulica e idrologica, ai sensi dell’articolo 58 bis, comma 4, della l.r. 12/2005.

Lo strumento regolamentare impone lo studio idraulico ed idrologico per ogni progetto di trasformazione, con una certa modularità in funzione delle dimensioni dell’intervento e del rischio idraulico del sito considerato.

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